lunedì 25 maggio 2009

la solitudine………..arardo spreti

WomenStudio_73-christian coigny christian coigny

Per tutti e per ciascuno arriva l'ora della solitudine. Può giungere a noi da mille luoghi, da mille tempi diversi. Ma per ciascuno e per tutti arriva la sua ora.
Bisognerebbe moltiplicarla per cento, per mille. E' un momento prezioso: guai a lasciarselo sfuggire.
I parenti, gli amici sono lontani. Bisognerebbe impedire anche ai suoini di raggiungerci. Chiudersi in casa: allontanare la città. Costruire con amore il silenzio, pezzo per pezzo. Spegnere ora un suono, ora l'altro. Far scendere la penombra; e nella penombra lasciar vivere solo il ticchettio sommesso di una pendola e il lieve fruscio del respiro.
Quando tutto riposa, lasciar crescere il silenzio e del silenzio cogliere i remoti mormorii, i sussurri dell'udito inoperoso, il misterioso ronzio del moto universale.
Nelle tane degli uomini, nella penombra degli studi, nelle stanze deserte fra le pareti cittadine, il silenzio è un artificio, una conquista. Ma al di là delle mura, lontano dagli asfalti, il silenzio è un dono spontaneo, l'indizio qualificante, il segno esplicito dell'inesausta e operante esistenza del Creato.

5 commenti:

  1. Ci sono dei momenti che nonostante che sei circondato da tanti amici sei solo la solitudine è nesessaria solo così potrai vedere dentro di te.
    Cara Lore non so da te quanto caldo sia ma qui da me c'è un'afa incredibile, per fortuna abbiamo tanto verde.
    Buona settimana cara amica,
    Tomaso

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  2. parecchio caldo anche qui ..ma in casa si sta bene ...un abbraccio a te ....kissssssssss

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  3. ciao...lo so che chiedo molto, ma se fosse possibile potresti far circolare questo?

    http://www.facebook.com/group.php?gid=73432609298

    io fatto sui miei blog...

    scusa l'intromissione!

    buonissima serata

    azzurra

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  4. tranquilla.....faccio subito

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  5. Io non sono d'accordo con Tommaso..la penso come Pirandello, nel momento in cui cerchiamo di guardare dentro noi stessi per capire come siamo, cambiamo nuovamente..questo perché il nostro essere non è fissato dentro forme statiche.. quindi morale della favola è impossibile conoscerci!

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