sabato 18 febbraio 2012

Il poeta è un fingitore……….fernando pessoa

 

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O poeta é um fingidor.
Finge tão completamente
Que chega a fingir que é dor
A dor que deveras sente.
E os que lêem o que escreve,
Na dor lida sentem bem,
Não as duas que ele teve,
Mas só a que eles não têm.
E assim nas calhas de roda
Gira, a entreter a razão,
Esse comboio de corda
Que se chama coração.

 

Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.
E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono davvero
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.
E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore.

martedì 14 febbraio 2012

l’amour est clair comme……….jacques prevert

innamorati

L’amour est clair comme le jour
L’amour est simple comme bonjuor
L’amour est nu comme la main
c’est ton amour et le mien
pourquoi parler du grand amour
pourquoi chanter la grande vie ?
Notre amour est heureux de vivre
et ça lui sufit.

C’est vrai l’amour est très heureux
et meme un peu trop...... peut-etre
et quand on a fermé la porte
reve de s’enfuir par la fenetre.

Si notre amour voulait partir
nous ferions tout pour le retenir
que serait notre amour sans lui
une valse lente sans musique
un enfant qui jamais ne rit
un roman que personne ne lit
la mécanique de l’ennui
sans amour sans vie !

giovedì 9 febbraio 2012

sulla morte senza esagerare….wislawa szymborska

 

Non s'intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.
Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.
Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.
Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.
Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!
A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più d'un bruco
la batte in velocità.
Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.
La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.
I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.
Chi ne afferma l'onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.
Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell'attimo.
Invano scuote la maniglia
d'una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.

martedì 7 febbraio 2012

Ogni caso

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Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’ accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

lunedì 6 febbraio 2012

Wisława Szymborska….premio nobel per la letteratura nel 1996

 

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Il presidente della Polonia, Bronisław Komorowski, presenzierà giovedì 9 al funerale laico della poetessa polacca Wislawa Szimborska morta una settimana fa.

In Italia sarebbe un fatto straordinario, ma in Polonia, i poeti sono considerati eroi nazionali.

A occuparsi dell’opera della scrittrice sarà una fondazione voluta dalla Szimborska stessa che pare abbia anche previsto un premio letterario per il miglior secondo libro di un autore.

“A scrivere un buon libro sono capaci tutti - diceva - è con il successivo che viene il difficile!”. Questo modo di pensare era peculiare della poetessa, che nella sua opera ha sempre cercato di offrire un risvolto insolito della realtà.

È vero, aveva 88 anni, un’età “ragionevole” per morire, ma sapere che  Wisława Szymborska, la grande poetessa polacca, è morta il 1° febbraio a Cracovia fa sembrare la stanza più scura. I poeti sono così. Accendono luci negli angoli scuri dell’anima. (da  il salvagente.it)

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Il premio Nobel per la letteratura Wislawa Szymborska - nata nel 1923 a Kornik (Polonia) e morta il 1° febbraio a Cracovia all'età di 88 anni - aveva pensato per tempo al suo epitaffio, scritto naturalmente in versi:

"Qui giace come virgola antiquata
l'autrice di qualche poesia.
La terra l'ha degnata
dell'eterno riposo, sebbene la defunta
dai gruppi letterari stesse ben distante.
E anche sulla tomba di meglio non c'è niente
di queste poche rime, d'un gufo e la bardana.
Estrai dalla borsa il tuo personal, passante,
e sulla sorte di Szymborska medita un istante".

continua a leggere

da “La repubblica”

domenica 5 febbraio 2012

Un numero in aiuto agli "invisibili"‏

Il Comune di Milano ha predisposto, tramite le realtà del Terzo Settore, ulteriori luoghi di ricovero notturno per questi giorni in cui il freddo previsto è notevole.

Il telefono da chiamare è 02.884.65000   

sabato 4 febbraio 2012

non mi interessa

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Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido
per l'amore, per i sogni, per l'avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato  il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente e lasciare l'estasi riempirti fino
alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realisti,
o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l'accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni
Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio
e continuare a gridare  all'argento di una luna piena: SI!

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.

Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me e non retrocedere.

Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l'ha fatto.

Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai ....nei momenti vuoti.

Scritto da un'indiana della tribù degli Oriah - 1890

giovedì 2 febbraio 2012

vi presento il sig. muller….ricordate? fate l’amore con il sapore…..

Vi presento il sig. MULLER..... ricordate?....fare l' amore con il sapore......

Il SIGNOR MULLER.
Il Sig. Müller viene da Aretsried che sta in Baviera, quindi giù nel Sud.
Il Sig. Müller è un imprenditore, e ciò che viene  prodotto nelle sue fabbriche sicuramente l'avete già visto nei supermercati.
Il Sig. Müller infatti produce tante cose che sono fatte di latte.
Insomma, veramente sono le mucche che fanno il latte, ma il Sig. Müller lo
impacchetta bene e fa in modo che arrivi nel supermercato dove voi, dopo, lo potete comprare.
Siccome il Sig. Müller è un imprenditore, ha pensato di intraprendere qualcosa e ha costruito una fabbrica.
Più precisamente, la costruisce nella Sassonia, nell'Est.
In fondo, a nessuno serve una nuova fabbrica di latte perchè ce ne sono già troppe che già producono troppi latticini.
Ma il Sig. Müller l'ha costruita lo stesso.
E siccome nella Sassonia la gente è povera e non trova lavoro, lo stato da soldi a chi costruisce nuove fabbriche.
Infatti, di posti di lavoro, a differenza del  latte, non ce ne sono mai abbastanza.
Quindi il Sig. Müller ha compilato una domanda, l'ha portata alla posta e l'ha spedita.
Poi, qualche giorno dopo, la regione Sassonia e  l'Unione Europea da Bruxelles gli hanno mandato un assegno di 70 milioni di Euro, sette zeri, quindi tantissimi soldi, molto più di quanto entri nel vostro salvadanaio.
Il Sig. Müller, dunque, ha costruito la sua nuova fabbrica ed ha assunto 158 persone.
Evviva il Signor Müller!
Quando la fabbrica del Sig Müller poi ha prodotto tanti latticini, lui si è accorto che non riusciva a venderli tutti, poichè ci sono già troppe fabbriche e latticini : insomma, in fondo lo sapeva già prima, ed anche i signori della regione Sassonia e dell'Unione Europea già lo sapevano, anche perchè veramente non è un segreto e i soldi glieli hanno dati lo stesso, non i loro soldi, i vostri.
Sembra strano, ma è così.
Allora, cosa ha fatto il Sig. Müller?
Su in Bassa Sassonia, abbastanza lontano nel  nord, il Sig. Müller ha un'altra fabbrica che stava lì da 85 anni, comprata a un certo punto da Müller .
Siccome ora c'era la bella fabbrica nuova in Sassonia, lui non aveva più bisogno di quella vecchia in Bassa Sassonia, l'ha chiusa e 175 persone hanno perso il lavoro.
Se siete stati attenti avrete già notato che Müller ha eliminato 17 posti di lavoro in più di quanti ne avesse creato.
Per fare questo, ha PRESO 70 milioni di Euro.
Se dividete per 17 i 70 milioni saprete che il Sig. Müller per ogni posto di lavoro eliminato ha preso più di 4 milioni di Euro.
Eccolo come ride... certo, solo quando nessuno guarda, perché di solito con faccia molto triste, racconta a tutti quanto sta male.
Ma Müller non se ne sta certo lì seduto ad aspettare cosa succede, ma pensa, anzi, a come stare stare meglio.
Dovete sapere che è risparmiatore  e sicuramente conoscete i suoi contenitori del latte.
E' buono e ci entravano 500 ml, cioè mezzo litro di latte.
Da un pò di tempo, comunque, il Sig. Müller il suo latte lo vende in belle bottiglie, non più in confezioni di carta.
Le bottiglie sono pratiche perchè si fanno richiudere e sono belline.
Comunque, dentro ora ci sono soltanto 400 ml ma costano lo stesso.
Così risparmia il Sig. Müller - e risparmiare è una virtù, lo sappiamo tutti.
Se ora volete sapere perchè gente come Müller non viene appesa all'albero più vicino, allora vi devo dire che queste cose semplicemente non si fanno.
La prossima volta, però, che siete  al supermercato, lasciate semplicemente nello scaffale le cose del Sig. Müller e comprate altre marche.
Sono ugualmente buone e spesso costano anche di meno, e FORSE (?) sono prodotte da un imprenditore che nel termine "responsabilità sociale" vede ancora un senso.
Ora mi viene in mente che il Sig. Müller vuole anche risparmiare sulle tasse di successione e ha deciso di trasferire la sua residenza in Austria.
Se anche voi siete dell'opinione che un  comportamento  così da sfruttatore non sia bello, mandate questa  mail in giro per l''Europa per dire a tutti dove finiscono le loro tasse pagate faticosamente.
Già, dimenticavo di dire a tutti coloro che ancora non lo sanno:
Müller appoggia la NPD partito nazionaldemocratico della Germania, (cioè
neonazista), in quanto a capo ci sono suoi cari amici.
Un altro motivo per lasciare le  sue cose negli scaffali!

venerdì 23 dicembre 2011

alle origini……giuseppe conte

 

23a

Riaverti così, sentire
in me che tu sei simile
al vento e agli anemoni.
Alle origini. Riaverti
dopo il tempo dell’abbandono
dopo gli oltraggi e l’odio
senza pentimenti, senza perdono.
Sono stato lontano da te
per anni come uno che
vuole essere solo, più
solo di un muro diroccato
più immobile di un sasso
che non lambisce il mare.
Poi abbiamo incominciato a viaggiare.
Dove ci siamo incontrati
Anima?
In che piazza di
città, in che prato,
in riva a che torrente?
E ora sei qui, da sempre
simile al vento,ai fiori,ai vulcani.
Alle origini.
 

mercoledì 4 maggio 2011

algun dia………dario jaramillo agudelo

 

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Algún día te escribiré un poema que no mencione el aire ni la noche;
un poema que omita los nombres de las flores,
que no tenga jazmines o magnolias.
Algún día te escribiré un poema sin pájaros ni fuentes,
un poema que eluda el mar
y que no mire a las estrellas.
Algún día te escribiré un poema que se limite a pasar los dedos por tu piel
y que convierta en palabras tu mirada.
Sin comparaciones, sin metáforas,
algún día escribiré un poema que huela a ti,
un poema con el ritmo de tus pulsaciones,
con la intensidad estrujada de tu abrazo.
Algún día te escribiré un poema, el canto de mi dicha.

Annemarie-Peter-Jaumann-Magnolia-Liliflora-148080

Un giorno scriverò una poesia che non rammenti l’aria né la notte;
una poesia che ometta i nomi dei fiori,
dove non ci siano né gelsomini né magnolie.
Un giorno scriverò una poesia senza uccelli né fontane,
una poesia che eviti il mare
e che non guardi le stelle.
Un giorno ti scriverò una poesia che si limiti a passare le dita sulla tua pelle
e che trasformi in parole il tuo sguardo.
Senza similitudini, senza metafore,
un giorno scriverò una poesia che profumi di te,
una poesia con il ritmo dei tuoi battiti,
con l’intensità struggente del tuo abbraccio.
Un giorno ti scriverò una poesia, il canto della mia gioia.

lunedì 2 maggio 2011

le 4 coppe

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Quando nacqui trovai una coppa, la bevvi e, in fondo,
trovai una perla:la giovinezza.
La giovinezza mi offrì una coppa scintillante, la bevvi e, in fondo, trovai un rubino: l’amore.
L’amore mi offrì una coppa stupenda, la bevvi e, in fondo,
trovai un diamante: il dolore.
Anche il dolore mi porse la sua coppa, disperato,
la bevvi fino all’ultima goccia.
Oh, gioia suprema! In fondo, trovai Dio!

ho trovato questa considerazione nel web e la trovo molto vicino alla realtà…e voi?

Perché quasi sempre troviamo Dio nel Dolore?

Perché Lo cerchiamo soltanto nella sofferenza; nella gioia invece ci dimentichiamo di Lui, non lo facciamo partecipare alla nostra felicità che preferiamo condividere con tutti tranne che con Lui, mentre nessuno vuol condividere con noi il nostro dolore, restiamo soli, allora ci ricordiamo che Dio esiste ...per chiederGli l'impossibile o incolparLo del naturale.

domenica 1 maggio 2011

dalla cassapanca parole che arrivano dall’antica grecia ma che oggi andrebbero profondamente meditate…..

anche questa volta dalla cassapanca esce “l’antichità”… 
“una lezione” che risale a “qualche tempo fa” i cui autori si chiamano tucidide e pericle….

tucidide…(atene – 460/397 a.c.)… generale e storico greco…fervente sostenitore di pericle

pericle…(atene – 495/429 a.c.) teorico e realizzatore della democrazia in Atene. Non a caso il termine stesso di democrazia è comparso per la prima volta nell'età che da Pericle ha preso il nome.

per continuare a leggere….
http://vorreiraccontartiunastoria.blogspot.com/

 

1°MAGGIO 2011

M182[6]
qualcuno vuole cambiare il primo articolo della nostra costituzione..
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro……
oggi è il 1° maggio….è la Festa dei Lavoratori ma io voglio…paradossalmente… rivolgermi ai bambini…con tre testi dedicati a loro …con l’augurio che possano ricostruire in modo migliore il mondo che stiamo facendo di tutto per distruggere..
”speranza per un bambino” e “se ti dicono….” di marcello bernardi..
”il libertario intollerante” come amava definirsi è stato per molti anni il pediatra più famoso e conosciuto d’italia (di lui vi parlerò in maniera più ampia quando toglierò i miei ricordi dalla cassapanca)
e
”bambini oggi..uomini domani” di georgia douglas johnson
nata in georgia ad atalanta nel 1886… la sua vita è l’esempio delle difficoltà incontrate dalle scrittrici afroamericane nella prima metà del secolo


speranza per un bambino
Che egli sia diverso da noi.
Che non abbia genitori né figli né famiglia né maestri né discepoli né casa né rifugio.
Che non incontri Conquistatori né Condottieri e neppure Santi.
Che non conosca Legge né Ordine né Patria né Religione.
Che non abbia ricchezza né povertà né successo
e che non provi mai l'amarezza della vittoria
né il rancore della sconfitta
e nemmeno l'illusione della pace.
Che tutti gli uomini siano per lui padre e madre e figlio.
Che la mente sia il suo maestro ed egli stesso il suo discepolo.
Che il cielo e la terra siano per lui casa e patria e chiesa.
Che il suo ordine sia la fermezza e la benevolenza la sua legge.
Che l'immaginazione e il coraggio siano la sua ricchezza e il suo potere.
Che non lasci cadere mai la sua spada e che la lotta sia per lui vittoria e sconfitta.
Che la gioia dell'attimo presente sia per lui vita e morte.
Che egli non sia come noi e che possa credere, almeno lui, in un mondo nuovo.


Se ti dicono sempre che sei BRAVO,
sta in guardia qualcuno cercherà di sfruttarti
Se ti dicono sempre che sei INTELLIGENTE,
sta in guardia qualcuno cercherà di eliminarti
Se ti dicono sempre che sei OBBEDIENTE,
sta in guardia qualcuno cercherà di farti schiavo
Se ti dicono sempre che sei BUONO,
sta in guardia qualcuno cercherà di opprimerti
Ma se ti dicono STUDIA, non temere:
tu potrai fare un mondo senza scuole
se ti dicono TACI, non temere:
tu potrai fare un mondo senza bavagli
se ti dicono OBBEDISCI, non temere:
tu potrai fare un mondo senza padroni
se ti dicono CHIEDI PERDONO, non temere:
tu potrai fare un mondo senza inferni
Non credere a chi ti comanda,
a chi ti punisce,
a chi ti ammaestra,
a chi ti insulta,
a chi ti deride,
a chi ti lusinga,
a chi ti inganna,
a chi ti disprezza
essi non sanno che tu sei ancora un UOMO LIBERO



Bambini oggi - domani - uomini!
Poche lune e pochi soli ancora e poi ,
con lunghe membra flessuose essi stanno,
tutti gli uomini della nostra patria!
Mostrate loro la dignità del lavoro;
date loro il tocco materno della terra;
insegnate loro l'abilità dello strumento
e anche gli enigmi della scuola.
Perché favori e ricchezza si dissolvono
in un solo giorno col cipiglio della fortuna;
ma i padroni di un mestiere sono liberi
di assicurarsi un nuovo destino.
Dov'è l'uomo che osa disprezzare
l'uomo onesto nato per lavorare?
Perché il lavoro ha i suoi rudi dignitari
che onorano la veste che indossa!


BUON 1° MAGGIO 2011



giovedì 28 aprile 2011

ci sono persone….

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treno nella neve – claude monet

Ci sono persone che nella nostra vita sono soltanto di passaggio.
Fiume sul suo letto, o mare che nelle onde nasce, e muore; il secondo gradino che serve, soltanto, per arrivare al primo.

Come i viaggiatori alla stazione che attendono, e quel treno arriverà forse in ritardo, o forse puntuale chi lo sa.
Prima o poi arriverà; non credo al mai.


Ecco, queste persone sono treni che passano, e prima o poi arrivano, ti sfiorano e forse t’investono lasciandoti i pezzi di ciò che eri. E liberandoti un posto nello scompartimento per ciò che sarai.
Tu, clandestino, non metterti davanti al treno, non cercare di fermarlo, e neppure, forse, forzati troppo per prenderlo. Clandestino, tutto sta nel dirsi bene, l’ho perso. Oppure bene, l’ho preso e, ovunque mi abbia portato, ho viaggiato dove volevo. Prima o terza classe, amico mio, non importa.
Ci sono persone nella nostra vita, come le lucciole; in grado di accendersi e plasmarci, è un attimo, un soffio di vento, e la luce si spenge ché non era niente; si, non era niente. Passa.
Ci sono persone, nella nostra vita, come gli alberi, e tu dal finestrino del treno t’affacci ogni volta che vuoi sapendo che potrai vederle, salutarle, sempre piantate lì, al medesimo posto, anche se il tempo potrà cambiare e divenire bello o brutto, non importa. Gli alberi quei sugheri ardentiardesi saranno piantati lì, e sicuri di te, e di loro.
Ci sono persone, nella nostra vita, in grado di cambiarla, portatori partorienti tali di energia che soltanto in positivo, potranno fecondarti.
Ci sono persone, nella nostra vita, c’è una persona nella nostra vita; solo una ci sarà così. E ti dirà le stesse cose con parolepelle; perlediparole diverse. Clandestino mio; tu ragazza, sarai in grado d’interpretarle?
Non si annuncia, non si chiede perché tu sei Poeta, perché lei è.
Solo, sa che è, solo, sa che c’è, e che tu ci sei. Solo, per lei.
E tra fango e terra qual è la differenza?E il treno corre fangofangofango terraterraterra e capisci che è stato l’unico viaggio, quello nella tua vita, in cui davvero sei stato te stesso.

Allora saprai ciò che volevi sapere.
Comprenderai che ogni cosa è tutto ed il contrario di tutto
E non oserai, no, domandare altro.


Giovanna Mulas, estratto da Delle Trascorse Stagioni, romanzo