giovedì 29 aprile 2010

le ranocchie augurano il buongiorno

RANOCCHIE

Due rane cascano in un secchio di latte. Una rana é pessimista e dice: "Non ho nessuna possibilità di sopravvivere, meglio morire subito che soffrire a lungo e inutilmente". Così smette di nuotare e annega. La seconda rana é ottimista e dice: "In fondo la situazione non é così male: c'é latte in abbondanza e non morirò certo di fame!  E così, tutta contenta, inizia a cantare e a ballare. Balla e canta.

Dopo mezz'ora, nel secchio del latte si forma il burro e la rana ottimista si salva.
(
da: Ridere per vivere - B. Bokun - Ed. Mondadori)

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C’era una volta una gara di ranocchi che dovevano raggiungere la cima di una collina. Si radunò molta gente per vedere e a fare il tifo.
La gente nel guardarle arrancare commentava: ” Che pena!  non ce la faranno mai!”
Le rane poco alla volta cominciarono a desistere, tranne un ranocchio che continuava a cercare di raggiungere la cima.
La gente continuava: “ Che pena! non ce la faranno mai!”
Alla fine tutti desistettero tranne il ranocchio che da solo con grandi sforzi raggiunse alla fine la cima.
Tutti gli chiesero come avesse fatto a vincere, ma non rispose…

il ranocchio era sordo!

… morale della favola: non ascoltiamo le persone che hanno la pessima abitudine di essere negative e cerchiamo di essere sempre positivi e sordi quando gli altri ci dicono che non possiamo realizzare i nostri sogni!

mercoledì 28 aprile 2010

una solitudine troppo rumorosa – bohumil hrabal

una solitudine troppo rumorosa

a torino si apre il salone del libro …e mi è venuto in mente un libro di un autore ceko - bohumil hrabal – “una solitudine troppo rumorosa” - 

E’ un libro strano.. difficile.. poetico.. incoerente.. onirico.. autobiografico.. evocativo..una narrazione ricca di simboli dove realtà e fantasia si mischiano..e che contiene un incomparabile elogio della lettura..

Hanta, il protagonista, da più di 30 anni pressa carta vecchia,con un metodo non privo di fantasia, beve birra e, ogni tanto, salva qualche libro dal macero, lo porta a casa; ormai i volumi occupano ogni spazio..ogni anfratto vitale..gli incombono sulla testa persino nel gabinetto..

[…]"Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri, da trentacinque anni mi imbratto con i caratteri, sicché assomiglio alle enciclopedie, delle quali in quegli anni avrò pressato sicuramente trenta quintali, sono una brocca piena di acqua viva e morta, basta inclinarsi un poco e da me scorrono pensieri tutti belli, contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono miei e provengono da me e quali li ho letti, e così in questi trentacinque anni mi sono connesso con me stesso e col mondo intorno a me, perché io quando leggo in realtà non leggo, io infilo una bella frase nel beccuccio e la succhio come una caramella, come se sorseggiarsi a lungo un bicchierino di liquore, finché quel pensiero in me si scioglie come alcool, si infiltra dentro di me così a lungo che mi sta non soltanto nel cuore e nel cervello, ma mi cola per le vene fino alle radicine dei capillari. "

[…] Così alienato e derubato ritorno anche dal lavoro, silenzioso e in profonda meditazione cammino per le vie, oltrepasso i tram e le auto e i passanti nella nube dei libri che ho trovato quel giorno e che porto a casa nella borsa, passo sognante col verde senza neppure accorgermene, non urto contro i lampioni né contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so. […]

un mondo vecchio è finito e ne avanza uno nuovo, igienista e frettoloso, impersonale e indifferente, monocorde e forte. Il mondo nuovo percepisce i libri come semplice carta straccia. Il lavoro, amorevole e artigianale del protagonista è destinato a trasformarsi in freddo, inesorabile, efficiente, insensibile e disumano lavoro industriale..e il protagonista del libro ne farà le spese….

Hrabal ha messo molte cose in questo breve libro. Ci sono Praga, gli umori e gli odori, le osterie, i tipi originali, le avanguardie, la vita. C'è anche un sentore di disfacimento, di putredine, di claustrofobica oppressione, che sembra presagire lo sgretolamento di un regime. Ma c'è, soprattutto, l'omaggio ai bibliofili, agli innamorati dei libri, smarriti fra le pagine scritte, fino a mescolare la realtà esterna con i propri pensieri, fino a perdere quell'efficienza mondana meccanica e insensibile.
(parte della recensione proviene da iwww.nterruzioni.com)

Bohumil Hrabal , Una solitudine troppo rumorosa,  Einaudi

martedì 27 aprile 2010

ho riaperto la cassapanca

ho riaperto la cassapanca..quella che c’è in un angolo di casa…quella piena di “me”…..
mi è capitata tra le mani la pagina di un giornale di tantissimi anni fa…
un articolo…due fotografie..quella di Katia – futura fidanzata di mio fratello…e quella di Gigi – amico fraterno di mio fratello..

vi racconto…

per continuare a leggere

http://vorreiraccontartiunastoria.blogspot.com/2010/04/ho-riaperto-la-cassapanca.html

piove…..

non è ancora giorno…non è più notte…e piove

vindanti sotto la pioggia_tonino cardenuto_thumb[1] viandanti sotto la pioggia – tonino cardenuto

piove sul giusto e piove anche sull’ingiusto..
ma sul giusto di più..
perchè l’ingiusto gli ha rubato l’ombrello!!!
(john bowen)

domenica 25 aprile 2010

25 aprile…..la liberazione

mi piace ricordare il 25 aprile 1945 in modo inconsueto…
nessuno scritto..
ma una litografia di aligi sassu

LITOGRAFIA

la liberazione: 25 aprile – aligi sassu

Su un fondo variegato di blu, due figure femminili colorate di rosa, sulla sinistra in primo piano, sono protese in avanti col pugno sinistro levato, dietro un cavallo con la criniera al vento. In alto, al di sopra di questo gruppo, tre bianche colombe si librano in volo con le ali spiegate.

E' noto l'impegno politico giovanile di Aligi Sassu contro la dittatura fascista. Arrestato nel 1937 insieme ad altri artisti suoi compagni, Franchina, Grosso, Joppolo, Migneco e Birolli, per sovversione contro lo stato, fu condannato a dieci anni di reclusione, ma il 27 luglio del 1938 ottenne la grazia dal re su richiesta di suo padre Antonio. Negli anni seguenti, benché concentrato sul proprio lavoro artistico, la passione politico-civile di Sassu non venne mai meno, come dimostra anche questa litografia del '75, incentrata sul tema della pace allora minacciata dalle tensioni della guerra fredda e dal pericolo di un devastante conflitto atomico.
La litografia fu eseguita per conto dei 347 Comuni della Provincia di Como, ognuno dei quali ne ricevette una copia, il che spiega l'alto numero della sua tiratura. Questo esemplare appartiene al gruppo delle prove d'artista stampate al di fuori di tale tiratura.
Ci troviamo di fronte a una rappresentazione allegorica dello spirito del 25 aprile 1945 e della Liberazione, quando la caduta del fascismo accendeva le speranze di pace e le aspirazioni di libertà di milioni di italiani appena usciti dalla tragedia della guerra. Le colombe bianche della pace emergono da un fondo blu cupo. Il cavallo, uno soggetti preferiti da Sassu, simbolo di libertà e di vita, ne accompagna il corso, mentre le due donne, in primo piano con il braccio proteso in avanti, impersonano la speranza, come sottolinea il rosa delle loro figure. Un mosso e trascinante corteo di vittoria e di pace, insomma, dove il colore ha valenza simbolica. Il tema della vita, della pace e della speranza è del resto ulteriormente evidenziato dal vorticoso moto diagonale ascendente dell'intera composizione.

e una versione particolare di “fischia il vento”
suonata da giorgio gaslini

una versione particolare di ..."fischia il vento" una celebre canzone popolare, il cui testo fu scritto nel settembre 1943, ovvero quando iniziò la resistenza, da Felice Cascione (2 maggio 1918 - 27 gennaio 1944) per incitare il movimento partigiano. La musica è quella della canzone russa Katyusha. Con Bella ciao, è una delle più famose canzoni che commemorano la resistenza.

 

al pianoforte giorgio gaslini



Fischia il vento, urla la bufera
scarpe rotte eppur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.
Ogni contrada è patria del ribelle
ogni donna a lui dona il sospir
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuore e il braccio nel colpir.
Se ci coglie la crudele morte
dura vendetta sarà del partigian
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor.
Cessa il vento calma è la bufera
torna a casa il fiero partigian
sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, alfin liberi siam.

sabato 24 aprile 2010

vivere…libero adattamento

alba

Non si può
essere scontenti di vivere
quando il sole colora il mattino
e il cuore si riempie
del profumo dell'aria…
o quando piove
e il cuore si riempie
del profumo della terra bagnata..
o quando il vento agita il mare
e il cuore si riempie
della sua musica sempre nuova..
Le finestre dell'anima si affacciano
sul mutare delle ore,
mentre entrano piano
le melodie dei giorni:
una parola per ogni minuto
a comporre un poema per le stagioni.
Bisogna cercare il coraggio
di guardare i ritratti
che la vita dipinge,
sguardi limpidi o spenti
scritte a vernice, indelebili,
sulle pareti del passato,
incognite ombre del futuro.
Io amo questa vita
che ha plasmato la mia figura,
e moltiplica i miei pensieri…e li raduna
per poi disperderli
in un pozzo infinito di ricordi.
E io..non più giovane..ormai..
sento comunque
le note suonate da ogni emozione:
note stonate….forse
ma note di un cuore ancora vivo

venerdì 23 aprile 2010

siembra…semina………….miguel otero silva

274291092_7f8d321821 SIEMBRA

Cuando de mí no quede sino un árbol,
cuando mis huesos se hayan esparcido
bajo la tierra madre;
cuando de tí no quede sino una rosa blanca
que se nutrió de aquello que tú fuiste
y haya zarpado ya con mil brisas distintas
el aliento del beso que hoy bebemos;
cuando ya nuestros nombres
sean sonidos sin eco
dormidos en la sombra de un olvido insondable;
tú seguirás viviendo en la belleza de la rosa,
como yo en el follaje del árbol
y nuestro amor en el murmullo de la risa.
¡Escúchame!
Yo aspiro a que vivamos
en las vibrantes voces de la mañana.
Yo quiero perdurar junto contigo
en la savia profunda de la humanidad:
en la risa del niño
en la paz de los hombres,
en el amor sin lágrimas.
Por eso,
como habremos de darnos a la rosa y al árbol,
a la tierra y al viento,
te pido que nos demos al futuro del mundo......

  Betty-Jansma-White-rose-I-27452

   SEMINA

Quando di me non rimarrà che un albero,
quando le mie ossa si saranno sparse
sotto la madre terra,
quando di te non rimarrà che una rosa bianca
che si è nutrita di ciò che tu fosti
e ha percepito con mille brezze diverse
il respiro del bacio che ci scambiamo oggi;
quando ormai i nostri nomi
saranno suoni senza eco
addormentati nell'ombra di un oblio impenetrabile;
tu continuerai a vivere nella bellezza della rosa
così come io tra il fogliame dell'albero
e il nostro amore nel sussurro delle risate.
Ascoltami!
Io desidero che viviamo
nelle vibranti voci del mattino.
Io voglio perdurare insieme a te
nella linfa profonda dell' umanità:
nella risata del bambino
nella pace degli uomini
nell'amore senza lacrime.
Per questo,
poichè dovremo concederci alla rosa e all'albero,
alla terra e al vento,
ti chiedo di concederci al futuro del mondo......

prima….dopo

paura_laurie meehan elmerfear – laurie meehan elmer

tendress_saul diaz 
tendress – saul  diaz

la più grande……

la più grande

giovedì 22 aprile 2010

l’indifferenza……………….maria luisa spaziani

mondo1

L’indifferenza è inferno senza fiamme.

Ricordalo scegliendo
fra mille tinte il tuo fatale grigio.

Se il mondo è senza senso,
tua è la vera colpa.

Aspetta la tua impronta
questa palla di cera.

a proposito di uomini……..

 

clic

Senza titolo-1

mercoledì 21 aprile 2010

in fondo alla strada…..

se non riuscite ad aprire lo slide trascrivo il testo

clic

in fondo alla strada

una piccola casa..
là..in fondo alla strada..
un glicine in fiore..
una sedia davanti alla porta..

regnava la meraviglia
dei pomeriggi di sole
delle voci dei bimbi..
delle carezze sincere..

ora..
solo il silenzio degli affetti perduti
della malinconia..dei baci non dati...

una casa
là..in fondo alla strada..
una sedia davanti alla porta..
un rampicante

lunedì 19 aprile 2010

giorno normale permettimi……Mary Jean Irion

mujergn3_nowakowska mujergn3_nowakowska

 

"Giorno normale,
permettimi di assaporare il tesoro che nascondi. 
Fa' che io impari da te, ti ami, ti assapori, ti benedica prima che tu vada via. 
Fa' che non ti trascuri per la ricerca
di qualche raro e perfetto domani."

Mary Jean Irion

domenica 18 aprile 2010

io non ci sto….

vi ricordate il caso di quei bambini di Adro (BS) a cui è stato dato solo pane e acqua perchè i genitori non avevano pagato la mensa?
un cittadino di Adro..che ha voluto mantenere l’anonimato…ha pagato la mensa per tutti quei bimbi..anzi ..ha garantito la copertura per tutto il corrente anno scolastico..e ha scritto una lettera che riporto qui sotto …
a parte il fatto che ha votato formigoni….cosa che non condivido ma nessuno è perfetto..eheh….io credo sia davvero importante leggerla ..perchè se solo la metà delle cose che scrive venisse recepita ..non saremmo conciati come siamo 


IO NON CI STO

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.
Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film "L’albero degli zoccoli". Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato soldi per vivere bene.
E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

per continuare a leggere

http://vorreiraccontartiunastoria.blogspot.com/2010/04/io-non-ci-sto.html

cioccolatoterapia 2……

E non finisce li'...

Continuiamo a giocare?

Cosa fate con la stagnola dopo aver consumato il cioccolatino?

1) Spiegazzare

2) Piegare

3) Appallottolare

4) Lisciare

5) Arrotolare

6) Attorcigliare

7) Scolpire

8) Niente stagnola

cioccolato-03

andate nei commenti per scoprire un po' della vostra personalita'