Al calare della sera quando oscilli
tra le tue lunghe foglie lanceolate
mi prende la passione al tuo sbocciare
stelle vaganti, fiori, vistose stelle
ermafrodite: maracujà-cobra
maracujà giallo, maracujá-açú.
Ma presto ti separi dallo stelo, delicato
cilindro, perdi per sempre il tuo fiore,
supplichi invano, coperto dalle foglie
verde sonorità soavemente scompare.
Fiore, tu illumini i miei rami
ai primi ritmi del mattino
canto d'uccelli e di grilli
lontani tamburi - poi cadi e muori
per dare vita al frutto:
la foresta spalanca la sua bocca
nell'umido terreno ti riceve
dentro al Kuluené, Grande Xingú
i tuoi petali sparsi sulle onde.
giovedì 7 maggio 2009
maracujá……………………márcia theóphilo
la notte…………………………márcia theóphilo
In principio non c'era la notte. Non si conosceva
la notte. C'era soltanto la luce ed era
così intensa, ai tropici pareva di andare
per ere di azzurro, di vermiglio, di verde.
Era così forte la luce che pareva di fluttuare
nei colori
nelle piante.
Quel che non aveva parola si parlava
si parlavano gli alberi e pensavano coi fiori.
Nessuno conosceva il nero
soltanto esistevano i colori
che emanavano luce, che distribuivano energia-pensiero
Ma non si dormiva
l'uomo non conosceva stanchezza
ma non sapeva la dolcezza del riposo
il silenzio e la musica
perché la musica nacque con la conoscenza dei primi ritmi
e con la notte nacque il primo canto.
Márcia Theóphilo – nata a fortaleza nel 1941 è una antropologa brasiliana e poetessa della natura… una delle più accreditate candidate al Nobel tra le artiste in lingua portoghese
La foresta amazzonica è il tema attorno cui ruotano la sua vita e la sua opera : le sue genti, i suoi fiumi, i suoi miti, le sue specie animali e vegetali e gli sforzi per preservarne la sua ricchezza naturale e culturale.