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mercoledì 1 settembre 2010

Blogday2010

come prima cosa voglio ringraziare che ha segnalato il mio blog…

poi..anche se in ritardo ..vorrei segnalare anche io 5 bloggers che io stimo moltissimo…
non vorrei entrare nel merito di ciascuno di loro …credo che attraverso i loro blog si possa capire del perchè della mia scelta…posso solo dirvi che sono tutte e 5 persone specialissime per me

http://www.erikanapoletano.blogspot.com/
è il blog di erika..con la quale è nata una bella amicizia che va oltre il web

http://alessandraingrid.blogspot.com/
è il blog di alessandra..delicata e raffinata come il suo blog

http://adamus-adamus.blogspot.com/
è il blog di Adam….simpatico ..ironico…profondo…amico..ancora in pausa estiva….ma torna….a sì che torna!!!

http://briciole-di-pasticcino.blogspot.com/
è il bog di pasticcino…..estroversa e delicata..e si capisce sfogliando le pagine del suo blog

http://graficscribbles.blogspot.com/
è il blog di azzurra….amica da tantissimo tempo ..fantasiosa..sognatrice…simpatica…alla quale voglio molto bene

domenica 23 maggio 2010

23 maggio 1998 – 23 maggio 2010


Giovanni_Falcone

giovanni falcone

stralcio da :
Nota introduttiva all'edizione 1995 di
COSE DI COSA NOSTRA
(Marcelle Padovani)

"Non avrebbe voluto diventare un eroe,
Giovanni Falcone.
Perché era convinto che uno stato tecnicamente attrezzato e politicamente impegnato potesse sconfiggere il crimine organizzato facendo a meno di tanti sacrifici individuali.
Per Falcone, la responsabilità collettiva di un ufficio specializzato, di una istituzione locale, di una Procura nazionale, avrebbe dovuto cancellare le singole personalità e dunque la vulnerabilità dei singoli operatori dell'Antimafia.
" Quando esistono degli organismi collettivi," diceva" quando la lotta non è concentrata o simboleggiata da una sola persona, allora la mafia ci pensa due volte prima di uccidere."
Non avrebbe dunque , Falcone, voluto diventare un eroe.
"Vale la pena," gli avevo chiesto durante un'intervista televisiva del gennaio 1988 "vale la pena di rischiare la propria vita per questo stato?"
E lui rispose, un po' sconcertato: "Che io sappia, c'è soltanto questo stato, o più precisamente questa società di cui lo Stato è l'espressione."
Non eroe per vocazione, ma servitore dello stato: questo era il giudice Falcone."

occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,
qualunque sia il sacrificio da sopportare,
costi quel che costi,
PERCHE’ IN CIO’ STA L’ESSENZA
DELLA DIGNITA’ UMANA
(giovanni falcone)