domenica 10 maggio 2009
Mattino
Ho un acero, fuori casa, e tutto è lontano qualche volta
tutto passa nelle cose senza contorno
ho un acero misterioso come una città sommersa
e guardare diventa le sue foglie, l’ombra premuta
metà sulla strada metà nel giardino
la luce di ciascun giorno
dove le voci si appuntano e si disperdono.
Siamo l’acqua versata sulle pietre dei morti
sul filo teso tra la preghiera e il canto
siamo la neve dentro le cose
l’occhio cui tutto allucina, tutto separa
e vivere è un minuscolo posto nel mondo
dove stare in giardino.
(da: mandate a dire all’imperatore)
venerdì 8 maggio 2009
i nostri compagni……………dario chioli
I
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché appartiene o non appartiene a questa o a quella razza,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché è maschio oppure femmina,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché è giovane oppure vecchio,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché è povero oppure ricco,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché professa o non professa questa o quella religione,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché rispetta oppure non rispetta le convenzioni sociali,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché conosce oppure non conosce cose difficili da conoscere,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché tale viene o non viene creduto,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché crede oppure non crede a quanto qui diciamo,
non è un nostro compagno.
- Se qualcuno si crede migliore degli altri perché non ama nessuno o non è amato da nessuno, quello certamente, sì, certamente
non è un nostro compagno.
II
- Nostri compagni sono gli amici della verità, che ne cercano le tracce dentro il labirinto dell’illusione guidandosi con il filo d’Arianna della sincerità.
- Senza tale guida sicuramente si smarrirebbero poiché, mentre la sincerità pulisce lo specchio dell’anima, rendendo possibile che vi si rifletta la verità, la menzogna invece lo offusca ostacolando la comprensione.
- Gli amici della verità sono amici l’uno dell’altro, e presso di loro è ritenuto migliore solo colui nella cui anima più spesso abita la verità, da cui più liberamente fluiscono l’amore e una reale conoscenza, che pertanto più spesso generano nei compagni amore e stupore.
- Chi amore non dà e stupore non genera, non può pretendere alcun tipo di supremazia. È l’amore infatti che scioglie tutte le forme di oscurità, e lo stupore nasce dall’identificazione con la verità. Chi dunque non ha disperso tenebre e non ha acceso lumi, non può essere ritenuto grande.
- Nostri compagni sono coloro che amano secondo il lume e l’intento della meraviglia, spogliandosi del manto rattoppato delle identificazioni erronee e rivestendosi dell’intatta veste senza cuciture della luce innata.
quello che non hanno........michele serra
hanno lenzuola nere
hanno l'insonnia
hanno il potere
hanno giornali e telegiornali
hanno le galere
hanno le banche
hanno l'avere
hanno molti segreti
hanno pochi rimorsi
hanno i messaggi in codice
hanno il decodificatore
hanno metà dei carabinieri
hanno tutti i corazzieri
ancora incerti i pompieri
hanno Dio
hanno Patria
hanno Famiglia
hanno la testa devastata
da tutto questo avere
hanno la forza di considerarsi
vittime del dovere
hanno praticamente tutto
il potere di uccidere
e le parole del lutto
le informazioni riservate
e l'eleganza delle parate
hanno la storia
hanno la geografia
hanno le caserme
hanno le frontiere
e il rispetto della maggioranza
perfino quello hanno
ma per sentirsi bene
gli manca l'essenziale
perché noi, non ci hanno
e per questo stanno male.
per ogni donna……………B. Boutros Ghali
Per ogni donna forte, ma stanca di sembrare debole,
c'è un uomo debole e stanco di apparire forte.
Per ogni donna stanca di doversi comportare come una stupida,
c'è un uomo stufo di dover fare finta di sapere tutto.
Per ogni donna stanca di essere classificata come
"femmina troppo emotiva",
c'è un uomo al quale è stato negato il diritto di piangere e di essere "delicato"
Per ogni donna classificata come poco femminile quando gareggia in competizione,
c'è un uomo obbligato a gareggiare perché non si dubiti della sua mascolinità.
Per ogni donna stanca di essere un oggetto sessuale,
c'è un uomo preoccupato per la sua potenza sessuale.
Per ogni donna che non ha avuto accesso ad un lavoro o ad uno stipendio soddisfacente,
c'è un uomo che si deve assumere la respondabilità economica di un altro essere umano.
Per ogni donna che non conosce i meccanismi delle automobili,
c'è un uomo che non ha imparato i segreti dell'arte di cucinare.
Per ogni donna che fa un passo avanti verso la propria liberazione,
c'è un uomo che riscopre il cammino verso la libertà.
L'umanità possiede due ali: una è la donna, l'altra è l'uomo.
Fino a che le due ali non saranno ugualmente sviluppate...
L'UMANITA' NON POTRA' VOLARE.
B. Boutros Ghali - Segretario generale delle Nazioni Unite dal gennaio 1992 al dicembre 1996
giovedì 7 maggio 2009
così non va veronica..........edoardo bennato
sono passata in http://musichiere.blogspot.com/
blog davvero simpatico...e ho "rubato" l'idea...
bè.....io credo che non ci sia bisogno di parole...ehehe
i corsi e i ricorsi storici....ed ecco una canzone del 1980
che più attuale di così non potrebbe essere....
a muso duro..................pierangelo bertoli
in un certo senso la vita di pierangelo bertoli mi somiglia : irta di difficoltà, sofferenza, maniche da rimboccarsi ogni volta e ogni volta ricominciare daccapo....ma rifacendomi al testo della canzone...".... (ho affrontato) e affronterò la vita a muso duro un guerriero senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro...."
maracujá……………………márcia theóphilo
Al calare della sera quando oscilli
tra le tue lunghe foglie lanceolate
mi prende la passione al tuo sbocciare
stelle vaganti, fiori, vistose stelle
ermafrodite: maracujà-cobra
maracujà giallo, maracujá-açú.
Ma presto ti separi dallo stelo, delicato
cilindro, perdi per sempre il tuo fiore,
supplichi invano, coperto dalle foglie
verde sonorità soavemente scompare.
Fiore, tu illumini i miei rami
ai primi ritmi del mattino
canto d'uccelli e di grilli
lontani tamburi - poi cadi e muori
per dare vita al frutto:
la foresta spalanca la sua bocca
nell'umido terreno ti riceve
dentro al Kuluené, Grande Xingú
i tuoi petali sparsi sulle onde.
la notte…………………………márcia theóphilo
In principio non c'era la notte. Non si conosceva
la notte. C'era soltanto la luce ed era
così intensa, ai tropici pareva di andare
per ere di azzurro, di vermiglio, di verde.
Era così forte la luce che pareva di fluttuare
nei colori
nelle piante.
Quel che non aveva parola si parlava
si parlavano gli alberi e pensavano coi fiori.
Nessuno conosceva il nero
soltanto esistevano i colori
che emanavano luce, che distribuivano energia-pensiero
Ma non si dormiva
l'uomo non conosceva stanchezza
ma non sapeva la dolcezza del riposo
il silenzio e la musica
perché la musica nacque con la conoscenza dei primi ritmi
e con la notte nacque il primo canto.
Márcia Theóphilo – nata a fortaleza nel 1941 è una antropologa brasiliana e poetessa della natura… una delle più accreditate candidate al Nobel tra le artiste in lingua portoghese
La foresta amazzonica è il tema attorno cui ruotano la sua vita e la sua opera : le sue genti, i suoi fiumi, i suoi miti, le sue specie animali e vegetali e gli sforzi per preservarne la sua ricchezza naturale e culturale.
mercoledì 6 maggio 2009
voli……………….baudelaire
in volo – sciac (http://prontoprovablog.splinder.com/)
Felice chi con ali vigorose,
le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita,
si eleva verso campi sereni e luminosi!
Felice chi lancia i pensieri come allodole
in libero volo verso i cieli nel mattino!
Felice chi, semplice, si libra sulla vita e intende
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!
non basta………………fernando pessoa
Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori.
C'è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe essere visto se la finestra si aprisse.
salvador dalì illustra la divina commedia
inferno – canto XXIX - falsari
La molta gente e le diverse piaghe
avean le luci mie sì inebrïate,
che de lo stare a piangere eran vaghe.
inferno – canto XXXIV – i traditori
Come quando una grossa nebbia spira,
o quando l'emisperio nostro annotta,
par di lungi un molin che 'l vento gira,
veder mi parve un tal dificio allotta;
salvador dalì illustra la divina commedia
inferno – canto XVIII – ruffiani e ingannatori
A la man destra vidi nova pieta,
novo tormento e novi frustatori,
di che la prima bolgia era repleta.
Nel fondo erano ignudi i peccatori;
inferno – canto XXII – prevaricatori
Io vidi già cavalier muover campo,
e cominciare stormo e far lor mostra,
e talvolta partir per loro scampo
salvador dalì illustra la divina commedia
inferno – canto III - caronte
Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia.
inferno – canto VII – avari e prodighi
Qui vid'i' gente più ch'altrove troppa,
e d'una parte e d'altra, con grand'urli,
voltando pesi per forza di poppa.
martedì 5 maggio 2009
inutile……………..alvaro mutis
“Inutile pretendere dalla vita
più di questa armonia segreta
che ci unisce temporaneamente
al grande mistero degli altri
e ci permette di percorrere
in loro compagnia una parte
del cammino”.